10 regali perfetti per uno scrittore

Buongiorno, aspiranti scrittori e non!

Due giorni fa abbiamo visto una bellissima lista di regali originali da fare ad un amante della lettura (qui).

Oggi, invece, vediamo dieci regali perfetti da fare ad un amico o parente scrittore.

Perfetti in vista del Natale, che, vi ricordo, sta arrivando (che ansia 😱).

1- Tazza personalizzata

Come per il lettore, la tazza è praticamente uno degli oggetti che identificano uno scrittore.

Quanti di voi, immaginando uno scrittore non lo ha fatto davanti ad una scrivania, di notte, con una tazza fumante di qualcosa accanto? Ammettiamolo, tutti noi lo abbiamo fatto.

Perciò, perché non regalare una bellissima tazza al vostro amico scrittore? Ancora meglio se si tratta di una tazza personalizzata, con scritte simpatiche o frasi dei suoi autori preferiti.

Sempre utile.

2- Taccuino e penna

Nonostante molti di noi usino ormai il computer per scrivere, qualsiasi scrittore non può restare senza taccuino e penna.

Anche lui, come la tazza, è un oggetto che identifica il nostro status di scribacchini, ed è davvero utile.

Da portare sempre con sé e da poter usare ovunque, qualora ci venisse un’idea all’improvviso mentre siamo in giro.

3- Libro su consigli di scrittura

Si sa, non si smette d’imparare. E uno scrittore questo lo sa bene.

Siamo sempre in cerca di consigli per migliorarci, perciò non c’è niente di più adatto che regalarci che un bel libro di consigli di scrittura.

In commercio ce ne sono davvero tanti, il classico per eccellenza in questo settore è “On writing” di Stephen King.

Non solo sarà molto apprezzato, ma farete pure una bella figura davanti al vostro amico/parente scribacchino.

4- Coperta

Lo so cosa state pensando, che sono fissata con le coperte.

Ma come per i lettori, anche gli scrittori hanno bisogno di stare al caldo nelle freddi notti invernali, quando non potranno dormire perché nel pieno della loro vena artistica.

Una coperta forse può sembrare un regalo banale, ma credetemi, non lo è.

Magari la si può rendere più originale come regalo comprandone una con una stampa a tema “libri”, anch’essa con qualche frase di scrittori famosi e amati.

5- Set penne stilografica

Questo lo trovo un regalo raffinato e, lo ammetto, mi piacerebbe averne uno.

Un bel set con una penna in piuma d’oca e inchiostro. In commercio ne esistono davvero tanti, dai più semplici e non molto costosi, a quelli più forniti dal prezzo più elevato.

Credetemi, ogni scrittore vorrebbe abbellire la sua scrivania con un set simile.

6- Tisane, tè e caffè

Torniamo ai regali più pratici.

Tè, tisane e caffè sono sempre ben graditi e accetti. Ci piace scrivere con una bella bevanda calda sempre pronta. E in più ci aiuta a restare svegli e concentrati.

Un’idea carina, come ho anche consigliato per il precedente articolo, sono i narratè. Degli infusi con all’interno storie da leggere nella durata d’infusione, che è più o meno di cinque minuti.

7- Planners

Per gli amanti di carta e penna, potrebbe essere molto utile un planner. Un’agenda per organizzare tutta la struttura del proprio romanzo prima d’iniziare la stesura vera e propria.

Si sa, a noi scrittori piace programmare tutto nei minimi dettagli e, con questa agenda potrebbe diventare molto più facile.

8-Programma per scrittura

Per chi, invece, preferisce uno strumento più tecnologico, ci sono molte app adatte per il computer, ma anche per il cellulare, che aiutano noi lettori a gestire la mole di lavoro.

Potrebbe essere un’idea, quella di regalare uno di questi programmi. In commercio ce ne sono molti.

9- Gadget vari

Come il lettore, anche lo scrittore apprezza i gadget.

Di ogni tipo. Dalla maglietta, ai calzini, dal tappetino del mouse al più banale portachiavi.

Magari raffiguranti uno dei suoi scrittori preferiti, o una frase motivazionale pronunciata da essi.

O, perché no, una citazione dal suo libro. Potreste lusingare il suo ego e farlo felice.

10- I cartonauti ( gioco da tavolo)

Non potevo non concludere la mia lista, come per la precedente, con un gioco da tavolo.

Questa volta vi presento ” I cartonauti”.

Un gioco ideato proprio per chi ama ideare storie. Io l’ho scoperto qualche mese fa e, devo essere sincera, è un regalo che mi piacerebbe ricevere, perché unisce la mia passione per la scrittura a quella per i giochi da tavolo.

Da non perdere.

Questi erano i 10 regali perfetti da regalare ad uno scrittore. Se volete essere originali, se volete donare un regalo davvero apprezzato, qui avete l’imbarazzo della scelta.

Se vi è piaciuto l’articolo lasciate un like o un commento e condividete con i vostri amici, così da raggiungere più persone.

Alla prossima,

Chiara.

P.s.: se volete restare sempre aggiornati sui miei scritti, v’invito ad iscrivervi alla mia newsletter.

10 regali perfetti per un lettore

Buongiorno, amici lettori!

Natale si avvicina, non le sentite le campane a festa?

E con il Natale arriva anche quel momento di ansia e preoccupazione che consiste nel trovare il regalo giusto per i nostri cari.

Lo so, è una vera impresa.

C’è chi inizia mesi prima a cercare, tra negozi vari e store online, valutando nei minimi dettagli il regalo adatto ad ogni persona.

E poi c’è chi invece si riduce all’ultimo, correndo a per di fiato in mezzo ad una folla di ritardatari alla ricerca di qualcosa, qualsiasi cosa si possa incartare.

Non so se fate parte della prima categoria di persone o della seconda ma, in ogni caso, penso che possa esservi utili questa lista di dieci regali da poter fare ad un vero amante della lettura.

1- Segnalibro

Tra i primi regali ovviamente metto il più scontato, ma anche il più utile. Il segnalibro.

Un lettore non ne avrà mai abbastanza, fidatevi, anche se alcuni di noi sono soliti usare qualsiasi cosa per tenere segno, come pezzi di carta, bigliettini, scontrini e molto altro.

In vendita potrete trovarne molti anche artigianali e davvero originari. Come quelli che creo io.

Se siete interessati potrete vederne alcuni proprio qui. Se invece ne volete uno più personalizzato, potete contattarmi via email, chiararossi49@gmail.com

Fate in regalo un segnalibro ad un appassionato di lettura, e vi amerà per sempre.

2- Tazza

Bere una bevanda calda, mentre si sta affrontando un’appassionante lettura, soprattutto nei mesi invernali, è una delle cose più rilassanti che ci siano al mondo.

Meglio ancora se magari tale bevanda calda stia all’interno di una fighissima tazza a tema “libri”, con qualche frase presa da uno dei vostri libri preferiti.

Il regalo perfetto.

3- Coperta

E cosa possiamo accostare ad una bevanda calda nei mesi invernali? Ovviamente una coperta.

Di quelle calde, soffici, magari dai motivi allegri.

Una coperta può sembrare un regalo strano, ma fidatevi, un lettore la userà di sicuro.

4- Lucina per leggere

Per gli amanti della lettura uno dei problemi è il calare delle tenebre.

Al buio è difficile leggere e spesso noi lettori amiamo fare le ore piccole immerse nelle pagine dei nostri libri preferiti.

Per questo una lucina per leggere è il regalo perfetto, sicuramente molto apprezzato.

Io ne ho una, di quelle che si attaccano alla testiera del letto, e non ne posso fare a meno.

5- Book journal

Questo regalo è adatto a tutti quei lettori che amano tenere conto di tutti i libri che leggono.

Spesso si chiedono dove poter tenere un database delle proprie letture in modo elegante.

E la soluzione è un book journal, un’agenda fatta per trascriverci i libri letti, quelli che si vogliono leggere e le proprie impressione su di essi. Per poi portarla sempre con sé.

Un lettore preciso apprezzerà sicuramente.

6- Kit per organizzare la propria libreria

Questo, lo ammetto, è un regola che apprezzerei davvero tanto.

Vi starete chiedendo, cos’è?

Facile, anche lui è un regalo adatto a chi ama tenere tutto in ordine ma questa volta rivolto proprio alle nostre amate librerie.

Un kit bello, elegante e molto utile, che ci permette di affibbiare ai nostri libri targhette e schede, quasi come se fossimo in una biblioteca.

Per avere la nostra libreria sempre ben ordinata. E per tenere traccia dei libri che prestiamo.

Geniale, no?

7- Card in libreria

Potrà sembrare banale, e forse lo è, ma un regalo perfetto per un lettore è proprio un libro.

Vi ho stupiti? Sì, va bene, però dirò una cosa che forse non sarà ovvia a tutti.

Non pensate che siccome avete un amico lettore possiate cavarvela andando in libreria e prendendo il primo libro che trovate.

Il mio consiglio è quello di acquistare invece una card prepagata in una libreria e permettere al vostro amico, o parente che sia, di scegliere lui quale libro comprare.

Molto meglio, fidatevi. Sia perché risparmiate tempo per voi ma anche perché lui sarà più contento.

8- Gadget vari

Un lettore è prima di tutto un fan. Perciò non date per scontato che non posso apprezzare qualche gadget.

Un portachiavi, una collana, una maglietta, qualsiasi cosa che richiami elementi di un suo libro preferito o, perché no, la frase di uno di essi.

Con una ricerca su internet vi stupirete di quanti oggetti a tema letterario potrete trovare, in moltissimi siti.

Dalle calze con le citazioni al calzini con frasi divertenti, dai piumini agli orologi… Dalle collane alle mattine.

Insomma, c’è una vasta scelta. Per tutti i gusti.

Anche io, nel mio piccolo shop, ho qualcosa che può fare al caso vostro, proprio qui. E se volete qualche di personalizzato, contattatemi per email, chiararossi49@gmail.com

9- Tè e portatè

Da abbinare alla tazza, direi che un oggetto che non può mancare in questa lista sia il portatè e il tè in generale.

I lettori ne vanno matti.

Perciò perché non regalare un bel portatè, originale e raffinato?

Un’idea carina, e molto originale, sono i narratè.

Ogni infuso ha con sé una breve storia che può essere letta nel tempo di infusione, intorno ai cinque minuti.

Sono davvero belli da vedere e un’idea molto particolare, promossa da un’azienda italiana.

Cercateli su internet se volete regale qualcosa di unico.

10- Trivial pursuit letterario

Concludo questa lista con un regalo che potrebbe accontentare gli amanti della lettura che sono anche amanti dei giochi.

Perché sì, ragazzi, hanno fatto anche una versione letteraria del famoso gioco a quiz Trivial pursuit.

Che state aspettando? Andate a comprarlo.

Spero che questa lista possa essere utile a tutti quelli che hanno amici e parenti amanti della lettura ma soprattutto a chi è stanco di sentirsi dire “ehi, sempre i soliti regali”.

Volete sbalordire i vostri cari? Eccovi serviti.

Se l’articolo vi è piaciuto lasciate un like, un commento per condividere con me altri possibili regali e, soprattutto, condividete. Così che sempre più persone possano fare il regalo il giusto.

Chiara.

P.S.: Se volete restare sempre aggiornati con i miei articoli, iscrivetevi alla newsletter, non ve ne pentirete.

The Masked lady ebook – Finalmente l’ho fatto

Buongiorno aspiranti scrittori!

Non so più neanche da quanto tempo lo dicevo ma, finalmente, l’ho fatto.

Sono approdata anche io nel mondo del self publishing con il mio primo romanzo, The Masked lady.

Per me è un’emozione grandissima essere qui e annunciarvi questo traguardo.

The Masked lady (primo libro della Plaingrass serie) è da oggi online.

Al momento è disponibile in versione ebook in tutti gli store online, tra cui Amazon, Kobo, IBS, Mondadori store e molti altri.

Il cartaceo sarà presto disponibile, perciò restate sempre connessi per aggiornamenti e novità.

Se volete invece acquistare l’ebook da me, cliccate qui.

Chiara.

P.S.: Ti sei iscritto alla mia newsletter per restare sempre aggiornato con i miei nuovi articoli? Ancora no? e allora che aspetti?

Come è nata la mia storia, The masked lady

Buongiorno scrittori e lettori!

Oggi per la rubrica “roba da scrittori“, vorrei parlarvi del mio progetto personale, il mio primo vero libro e quindi il mio primo bambino.

Ho già parlato altre volte di “The masked lady“, ma qui volevo raccontarvi come è nata questa storia. Da cosa ho preso ispirazione, quali erano le idee iniziali e quante di esse le ho portate a termine.

Tutto è iniziato quasi quattro anni fa, quando giravo su internet senza meta, osservando foto su un sito artistico abbastanza famoso: Deviantart.

Non cercavo nulla di preciso, volevo solo sfogliare le gallerie degli utenti in cerca di qualche foto o di qualche disegno, giusto per provare un po’ d’invidia a causa della bravura di molti di essi.

E mi sono imbattuta in una foto che per molti potrebbe dire poco o niente, ma che a me folgorò letteralmente.

La foto di una giovane dai lunghi capelli neri, che sembravano quasi una parrucca, con indosso una maschera dello stesso colore, che guardava l’obiettivo con un po’ di sfida e dolcezza allo stesso tempo.

Come già detto prima, questa immagine mi folgorò perché mi bastò solo osservarla per avere in mente, in pochi istanti, una trama base di una storia.

Non persi tempo, la scrissi immediatamente su un foglio word perché l’ispirazione non si sa mai quando arriva e neanche quando se ne va.

E poi preparai una copertina con quella stessa immagine, nonostante all’epoca non fossi proprio brava con la grafica.

Poi ho dovuto cambiarla, per problemi di copyright, ma questa è un’altra storia.

Quello su cui mi voglio focalizzare oggi è proprio l’idea in sé.

Naturalmente la trama che ne uscì fuori fu davvero abbozzata. Poche righe sintetizzate, giusto per avere un’idea iniziale.

Ma fu l’inizio di tutto.

Perché poi da lì uscì fuori la storia che è oggi, The masked lady.

L’idea che c’era alla base era così ispirata, e poco studiata, che inizialmente neanche io sapevo bene dove inquadrarla.

Infatti mi era ben chiaro di voler dare atmosfere un po’ antiquate, per così dire, alla storia ma non volevo ancora legarmi del tutto ad un periodo storico preciso, per poter essere libera di inventare e di aggiungere qualsiasi cosa mi venisse in mente.

Pensai perfino di farla diventare uno steampunk, ma il genere comunque non veniva ancora incontro ai desideri che avevo all’epoca.

Per esempio, volevo inserire all’interno della trama una famiglia reale, ma non volevo che fossero personaggi storici realmente esistiti, per non essere costretta a “sottostare” agli avvenimenti storici.

E così ho iniziato a scrivere senza pensare troppo al genere, ho scritto e basta.

E più scrivevo, più pubblicavo su wattpad e ricevevo feedback, più la storia prendeva forma quasi da sola… come se avesse già deciso che strada intraprendere.

Decisi di non legare la trama ad un periodo storico preciso, ne tanto meno ad un’area geografia… Così inventai una specie di mondo, se pur non descritto nei minimi dettagli, con i propri regni e le proprie dinastie (Plaingrass resta comunque un luogo inventato da me e questo non è cambiato), ma lasciando comunque un’atmosfera che si avvicinava di molto all’epoca vittoriana.

Tanto che i lettori su wattpad l’hanno trattata come un romanzo storico anche se non lo era.

Ovviamente adesso le cose sono un po’ cambiate e io ho adattato la trama e i personaggi completamente all’epoca scelta, in vista della pubblicazione cartacea, ma era giusto precisare che The masked lady non è nata proprio così.

Scommetto che è successo alla maggior parte degli scrittori, d’iniziare con un’idea che pian piano prende il sopravvento e si sposta, ormai come se fosse un essere vivente. Fino a prendere la forma che, probabilmente, avrebbe sempre dovuto avere fin dall’inizio.

Questo era il destino di The masked lady.

Spero che questo breve articolo molto personale vi sia piaciuto e se avete storie sull’ispirazione, come quella che vi ho appena raccontato, non esitate a scriverle nei commenti.

Chiara.

P.S.: Vuoi restare aggiornato sui miei articoli, sulle novità e sui miei scritti? Bene, lascia la tua e-mail e iscriviti alla newsletter.

3 consigli per far conoscere la propria storia su wattpad

Buongiorno a tutti!

Ancora una volta, per la rubrica “Roba da scrittori“, parlerò di Wattpad.

Dopo tre anni che sono su questa piattaforma, posso considerarmi abbastanza esperta da riuscire a comprendere come funziona.

Perché come ogni cosa nel mondo, bisogna capire il suo meccanismo per riuscire poi ad usarla al meglio.

Molti vi diranno che su wattpad spesso non conta la qualità ma semplicemente scrivere quel tipo di storie che piacciono ad un target di pubblico pressoché giovane. Insomma le fanfction su cantanti famosi.

E forse questo è, in parte, vero. Ma non del tutto. Perché è possibile, per tutti, riuscire a raggiungere un nutrito gruppo di lettori, farsi leggere, votare e anche commentare. Basta solo un po’ d’impegno. E posso dimostrarvelo.

Io non posso vantare milioni e milioni di visualizzazioni e voti, come molte altre storie, però sono abbastanza soddisfatta dei risultati avuti.

Giusto per darvi qualche numero:

  • La prima storia che ho pubblicato, iniziata tre anni fa, ad oggi conta 209 mila visualizzazioni circa, 13 mila e 200 voti circa e centinaia e centinai di commenti. E, nonostante la storia sia conclusa da quasi due anni, continua a raggiungere tutte le settimane nuovi lettori.
  • La mia storia con più successo ha ottenuto 275 mila visualizzazioni circa e 19 mila e 300 voti circa, in continuo e costante aumento.

A volte una storia può essere favorita rispetto ad un’altra, o può comunque avere più facilità di emergere per il genere a cui appartiene.

Prendendo appunto in esame la mia storia con più successo, essa rientra sicuramente nei parametri di quelle storie con un bacino di utenti interessanti davvero ampio.

Questo perché il genere è una storia d’amore, incentrata su un personaggio femminili divertente che tenta di cavarsela con le sue sole forse. Un chicklit, per intenderci.

Se da un certo punto di vista questo può sembrare uno svantaggio, perché dovrò concorrere con migliaia di altre storie, dall’altra però è vero che i lettori sono maggiori.

Mentre ci sono alcuni generi, e sottogeneri, con i quali è difficile farsi notare.

Una delle mie storie pubblicate su wattpad, tra quelle per cui vado più fiera, appartiene al genere di Narrativa storica. Un genere di per sé già meno letto rispetto ai più famosi Storie d’amore e Romanzi rosa. In più è ambientata in un periodo storico, la Roma antica, che tra questo genere su wattpad non solo non è molto letto ma anche poco rappresentato.

Perciò quando ho iniziato a pubblicarla già sapevo che non mi sarei potuta aspettare i numeri che ho ricevuto con le due storie citate sopra.

  • Ad oggi Ave Caesar ha ottenuto 85 mila e 500 visualizzazioni circa, 4 mila e 900 voti circa, e il supporto di un gruppo sì ristretto ma di veri appassioni di storia e di quel periodo. Che è la cosa migliore che potessi aspettarmi.

Niente male per una che partiva da zero, no?

Si può fare di meglio? Ovviamente sì, si può sempre fare di meglio.

Ma tutto ciò io l’ho ottenuto seguendo dei comportamenti mirati, dal momento in cui mi sono iscritta fino ad adesso. L’ho fatto quasi inconsciamente, ma più passava il tempo e più mi rendevo conto che funzionava.

E, oltretutto, non sono neanche stata costante nel seguire questi consigli che sto per darvi. Negli ultimi tempi, infatti, non sono stata molto presente nella piattaforma, se non per pubblicare i capitoli.

Perciò sono convinta che avrei potuto, e potrei ancora, ottenere più risultati con più costanza.

Certo, quello che sto per dirvi non è una cura miracolosa, quindi non aspettatevi di fare il botto così per magia. Ma sono certa che, in pochi mesi, noterete la differenza.

Ecco quindi i miei 3 consigli per farsi notare:

1- Essere un utente attivo

Molte spesso noto autori che si lamentano perché si sono iscritti da qualche settimana a wattpad e hanno pubblicato i primi capitoli del loro libro, convinti che i lettori sarebbe giunti da loro senza fare assolutamente nulla. E quelle stesse persone aprono l’app solo e unicamente per pubblicare la loro storia, senza neanche guardarsi intorno.

Bé, non riuscirete certo a far conoscere la vostra storia restando fermi nel vostro profilo wattpad, pensando solo al vostro piccolo orticello.

Siate utenti attivi.

Come? Vi starete chiedendo.

Leggete le storie degli altri, prima di tutto. Cercate profili affini a voi, con i vostri stessi interessi, e seguiteli. Trovate storie del genere che vi piace, e sopratutto del genere della vostra, votate e commentate i lavori degli altri.

Insomma, mostratevi propensi a voler conoscere gli altri e i loro scritti e forse qualcuno vi noterà.

2-Partecipare alle iniziative

Non è permesso su wattpad fare scambi di voti, ma è permesso partecipare a molte altre iniziative spesso create dai profili ufficiali o anche da utenti comuni come noi.

Recensioni, pubblicità, scambi di lettura, interviste, giochi, concorsi e molto altro.

Ciò vi permetterà di mettervi in gioco, di scoprire cosa pensano gli altri e avere visualizzazioni e a volte se la storia piace, anche voti in più.

E più visualizzazioni si ottengono più è probabilmente che l’algoritmo di wattpad (quel misterioso) faccia girare la vostra storia nelle Home degli altri.

3- I social sono importanti

Fare spam su una bacheca di wattpad, a volte può essere fastidioso.

Ma come si fa quindi a farsi un po’ di pubblicità? Semplice, con i social network.

Fate conoscere la vostra opera anche al di fuori della piattaforma, sfruttando tutti gli strumenti che i social network possono offrirvi.

All’interno di Facebook esistono molti gruppi dedicati proprio alla nostra piattaforma di scrittura e molti dei quali permettono lo spam.

Attenzione anche qui: spammare a destra e a manca, in continuazione e in contemporanea su più gruppi rischia sempre di essere controproducente.

Perciò state attenti, leggete bene ogni regolamento di ogni gruppo, partecipate, siate anche in questo caso utenti attivi nel commentare i post di altri e, ogni tanto, pubblicizzate la vostra storia.

Ma non solo con un post con scritto “cliccate sul link e leggete la mia storia”, ma anche e soprattutto tramite estratti dai vostri capitoli, curiosità sulla vostra storia e sui vostri personaggi.

Insomma dite alla comunità di facebook che esistete anche voi e che scrivete cose interessanti.

Poi se volete essere presenti anche su altri social network, ben venga, purché voi riuscite a gestire tutto.

Io per esempio sono anche abbastanza attiva su Instagram, dove posto spesso estratti delle mie storie e tengo aggiornati sui nuovi capitoli e le prossime uscite.

*********

Se seguirete questi tre consigli, ripeto non necessariamente con estrema costanza, le differenze le noterete.

A volte si passano periodi in cui neanche un singolo lettore passa a leggere la vostra storia, e altre volte in cui vorresti mollare tutto, ma ricorda che senza un piccolo impegno social non riuscirai mai ad ottenere un po’ di risultati.

Spero che questa semplice, ma non del tutto scontata, guida possa aiutarti.

Se ti è piaciuto leggere l’articolo commenta, lascia un like e condivi con i tuoi amici.

Chiara.

P.S.: Vuoi restare sempre aggiornato sui nuovi articoli? Iscriviti alla newsletter.

Wattpad: è davvero una grande opportunità per gli scrittori in erba?

Come ho già detto in precedenza, ho iniziato a pubblicare regolarmente le mie storie su wattpad e lì, per la prima volta, qualcuno di diverso da me le ha lette e giudicate.

Ci ho messo molto prima di fare questo salto (ben otto anni😂) e in realtà, quando ho scaricato l’applicazione di wattpad il mio primo intento era quello di leggere nuove storie.

Non volevo pubblicare le mie.

Poi, più leggevo e più mi dicevo che, se quelle persone avevano avuto il coraggio di mettersi in gioco, anche io potevo farlo.

Credo che uno degli aspetti positivi (anche se non tutti la penseranno così😉) di Wattpad è che tutti possono scrivere e far leggere ciò che pensano.

Certo, questa libertà comporta che nella piattaforma si possa trovare di tutto, spesso a discapito della qualità, ma a me ha dato molto coraggio.

E questo lo considererei il primo punto a vantaggio della piattaforma: Spronarti e darti il coraggio a fare il primo passo.

Ad agosto saranno passati tre anni dalla mia iscrizione e, per quanto i difetti ci siano, i pregi di questa piattaforma per me sono numerosi e soddisfacenti.

Quando ho iniziato a pubblicare l’ho fatto senza aspettarmi nessun tipo di risultato: E forse proprio per questo, tutto ciò che è venuto dopo per me è stato un grande dono.

E proprio per questo mi sento di consigliarvi di prendere tutto ciò che viene e usarlo a vostro vantaggio: che siano piccoli o grandi risultati.

Di tempo ne è passato ma ricordo ancora, come se fosse ieri, il primo commento e il primo voto da parte di un utente, una persona che non conoscevo e che non fosse un mio parente.

Ero eccitata come un bambino all’interno di un negozio di caramelle. Felice come se avessi vinto la lotteria, ed era una sola persona.

Ora non starò qui a parlarvi di tutto ciò che è successo in questi tre anni, di come il mio profilo sia cresciuto e di come io sia riuscita a crearmi un piccolo ma soddisfacente spazio all’interno di questa immensa piattaforma (ma sicuramente ne parlerò in un altro articolo😉), ma ciò su cui voglio focalizzarmi è tutto ciò che ho ottenuto dalla scelta di pubblicare su wattpad.

Perché con i primi lettori sono arrivati anche i primi feedback.

Si dice spesso che per migliorare nella scrittura serve leggere molto e scrivere molto. Ed è tutto vero, ma io ho trovato molti benefici anche nei commenti degli altri utenti di Wattpad.

Tramite i loro consigli ho scoperto errori che facevo inconsciamente, mi sono focalizzata su parti della narrazione che prima tralasciavo e ho scoperto i miei punti forti e i miei punti deboli.

La perfezione è praticamente impossibile da raggiungere, ma ciò non significa che non si può aspirare ad avvicinarcisi.

E in questi tre anni il mio stile è migliorato in maniera più veloce che in tutti gli otto anni di scrittura solitaria. Ciò lo devo a wattpad e al suo modo di mettere in comunicazione scrittori e lettori.

Scrittori e lettori in contatto: questa è un’altra delle cose positive di wattpad.

Non si può spiegare a parole la bellezza e le sensazioni che si provano nel ricevere pareri incondizionati da lettori che leggono e apprezzano la tua storia.

E ancora più gratificante poter aver un contatto diretto con loro, scambiare commenti, parlarci e, perché no, instaurare perfino un’amicizia digitale.

Ho conosciuto tante meravigliose persone in questi tre anni con le quali condivido le passioni per la lettura e per la scrittura.

Certo, di gente ipocrita che pensa solo al suo tornaconto ne troverete anche qui, purtroppo esistono in ogni realtà.

E il mio umile consiglio è quello di ignorarli, di tenerti alla larga dalle persone tossiche e cercare solo e unicamente quegli utenti positivi, che sanno darti tanto e con il quale puoi scambiare delle sincere opinioni.

C’è chi vi dirà che wattpad è un posto pieno di fanfiction sgrammaticate scritte da ragazzine che non sanno usare tempi verbali e lette da altrettante ragazzine sognati.

Io vi dirò che sicuramente questo genere di storie abbonda sulla piattaforma, non è possibile negarlo.

Va vi dirò pure che wattpad è anche l’universo di chi studia costantemente per poter affidare ai lettori il miglior prodotto possibile (che sia una fanfiction oppure no).

Di chi vuole imparare e crescere, condividendo la propria passione e mettendosi in gioco.

È un mondo dove c’è spazio per tutti, non solo per alcuni generi, e dove tutti possono trovare la propria nicchia di lettori.

Una palestra letteraria della quale non credo che potrei mai fare a meno.

P.s.: E aggiungo anche che non ho mai letto una fanfiction su wattpad, ciò significa che ci sono anche altre storie.

Questo è ciò che penso della mia esperienza con Wattpad, naturalmente condivisibile oppure no.

E voi? Chi di voi scrive su wattpad? Che cosa ne pensate? Avete altri siti dove postate le vostre storie? Li trovate utili?

Condividete con me le vostre impressioni, se vi va.

Chiara.

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell’elenco.

Il coltellino svizzero… Che non è svizzero

Eccoci di nuovo qui per la mia rubrica “Lo sapevi che”. Questa volta parliamo di coltellini svizzeri.

Onestamente, non ne ho mai avuto uno, però è uno di quegli oggetti che ha sempre fatto parte della nostra società e di cui spesso non ci chiediamo quando sono nati ma soprattutto come e perché.

Beh, dal nome, tutti possiamo dedurre che sia un’invenzione Svizzera, e non è del tutto falso.

O meglio, la storia dice che fu uno Svizzero, un certo Karl Elsener che, sul finire dell’ottocento, inventò questo strumento molto pratico che venne subito messo in dotazione per i soldati.

La sua utilità gli permise di essere un prodotto molto venduto e diffuso e il suo inventore ne beneficiò molto, soprattutto durante la prima guerra mondiale.

Ma, la verità è che, il signor Karl Elsener non ha inventato nulla di originale.

Infatti, il coltello multiuso esisteva già ai tempi degli antichi romani e ne fu la prova il ritrovamento di uno di essi da parte dell’archeologo Pietro Barocelli, nel 1917, scavando in una tomba della necropoli dell’odierna Ventimiglia. Databile II sec. d.C.

0101765079

Come potete vedere nell’immagine, il coltello multiuso è composto di una lama, un punteruolo, una spatola, un pestello, un cucchiaio e una forchetta.

A riprova di tale ritrovamento, un secondo più recente reperto, rinvenuto alla fine del XX sec in un forte romano del Vallo di Adriano e ora esposto al Cambridge Fitzwilliam Museum. Databile III sec. d.C.

RomanArmyKnife02

Molto simile al primo esemplare, sia per forma che dimensioni, con eccezione per la forchetta che è collocata all’altra estremità del cucchiaio.

Ciò confermare che, molto probabilmente, fosse una produzione seriale e che quindi veniva usato e diffuso, soprattutto tra i soldati, in tutto l’Impero.

La scoperta di questi coltellini, tra l’altro, smentisce l’idea che la forchetta sia comparsa solo nel tardo medioevo e che tutti i Romani mangiassero solo con le mani o al massimo con il cucchiaio.

Eravate a conoscenza di tutto ciò?

Io ho scoperto questa curiosità due anni fa, leggendo un articolo della rivista archeologica che si chiama “Archeo” e l’ho trovato davvero interessante ed illuminante.

Voi che ne pensate?

A presto con un nuovo trafiletto.

Chiara.

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell’elenco.

La scrittura, un lavoro solitario… più o meno

Quando si pensa alla figura dello scrittore, lo si immagina solo, nella sua cameretta, davanti al computer, completamente al buio, con una tazza di caffè e nulla più.

Perché la scrittura è, principalmente, un lavoro solitario.

Nasce dall’esigenza di mettere per iscritto i propri pensieri, le proprie idee e, perché no, i propri sogni.

E spesso e volentieri lo si fa con la consapevolezza che ciò che si scrive non uscirà mai dal tuo pc.

A volte è proprio l’autore stesso che decide di scrivere qualcosa “fine a se stessa”, senza l’intento di farla leggere a terzi.

Ed è quello che ho fatto io per ben otto anni.

Scrivevo, scrivevo e scrivevo, in solitario. La maggior parte della mia famiglia era a conoscenza di questa mia passione ma nessuno aveva mai letto una riga.

Per quanto mi riguarda, per tutto quel tempo non ho mai pensato che i miei scritti potessero essere letti da un pubblico.

E mai e poi mai mi sarei sognata di rendere la mia passione qualcosa di simile ad una professione.

Scrivo per me, prima di tutto. E tutto il resto è solo un contorno.

E questo principalmente è ciò che potrebbe dirvi qualsiasi scrittore.

Ma quando poi nasce l’esigenza di far leggere il proprio lavoro a qualcuno, scatta qualcosa di diverso. Un’esigenza completamente nuova.

Perché nel momento esatto in cui consegni una tua opera a qualcuno, che sia anche solo tua madre, a quel punto non è più solo tua.

Diventerà automaticamente di tutti coloro che la leggeranno. Sarà soggetta a complimenti ma anche a critiche.

Non posso dirvi con esattezza cosa scatta nella testa di ogni scrittore che decide di fare questo passo, o meglio salto, nel vuoto.

Posso solo darvi la mia esperienza personale.

Perché dopo otto anni, ho deciso che ero stanca di tenere le mie storie in una cartella digitale e, dopo aver preso un bel po’ di coraggio, le ho mostrate al mondo.

E l’ho fatto usando una piattaforma online che si chiama “wattpad”.

Un’esperienza, di cui parlerò anche in futuro, che continua ormai da due anni e che mi ha permesso di trasformare la scrittura solitaria in qualcosa di completamente diverso.

Un’opportunità per confrontarsi con altri scrittori e con i lettori. Un’occasione per migliorarsi e mettersi in gioco.

Ed è così che, improvvisamente, la scrittura non è più un lavoro solitario…

Chiara

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell’elenco.

Pollice verso… sì o no?

Chi non ha mai creduto alla storia del pollice verso?

Lo abbiamo visto nel “Il gladiatore” e in molti altri film e serie tv ambientati nell’antica Roma ed è diventato presto parte integrante della storia.

Si pensa che, gli imperatori usassero due gesti per indicare la salvezza o la morte dei gladiatori che avevano combattuto nell’arena. Pugno chiuso e pollice rivolto in alto per la vita, pugno chiuso e pollice rivolto in basso per la morte.

Un po’ come quando, all’asilo, si voleva comunicare ad un compagno se era ancora tuo amico per la pelle oppure no.

E con il tempo, quel gesto, il pollice verso, ha assunto nella nostra cultura un significato chiaro e lapidario: condanna.

Ma è vero che i Romani lo usavano? Oppure è solo un mito da sfatare?

Per rispondere a ciò è bene fare un passo indietro e chiedersi da dove nasce questa convinzione.

Partiamo dal fatto che le fonti storiche riguardo a questo gesto antico sono scarne e confuse.

In alcuni passi di opere famose possiamo trovare la dicitura “verso pollice”, in altre invece “converso pollice”, oppure altre forme meno diffuse.

Il problema sta proprio nell’interpretazione di tali espressioni, ovvero se il significato di “girato” vada inteso all’insù o all’ingiù.

Da dove nasce quindi la definizione che tutti noi conosciamo?

Sembrerebbe che la causa sia da attribuire ad un quadro, “Pollice verso”, di Jean-Léon Gérôme, del 1872.

jean-leon_gerome_pollice_verso-1

Nel quadro, appunto, un gruppo di vestali sono raffigurate nell’atto di abbassare il pollice, verso terra, per decretare la morte del gladiatore sconfitto.

Sembrerebbe che sia proprio questa tela ad aver ispirato Ridley Scott per il suo gladiatore e che, sempre voci di corridoio, abbia deciso di mantenere questa versione anche quando gli fu detto che non era del tutto esatta.

Infatti, purtroppo per gli amanti del film, devo annunciarvi che questo mito non è esatto.

I Romani erano del tutto estranei al gesto del pollice all’ingiù. Ma usavano comunque due gesti ben distinti per affermare la loro decisione.

La maggior parte degli studiosi è sempre stata d’accordo che il gesto che avrebbe dovuto sancire la condanna del gladiatore fosse la mano aperta con il pollice verso l’alto, o al limite posto orizzontalmente. Ciò a simboleggiare una spada sguainata.

Per indicare invece una spada nel fodero, simbolo di salvezza, i Romani mettevano il pollice all’interno del pungo chiuso.

Questa ipotesi fu maggiormente confermata dal ritrovamento, nel 1997, di un medaglione romano raffigurante un giudice nell’atto di chiudere il pugno intorno al pollice accanto a due gladiatori, con l’iscrizione: “Quelli in piedi verranno liberati”.

Quanti di voi conoscevamo questa storia?

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell’elenco.

La passione per la scrittura… come nasce?

Non mi sono mai soffermata troppo spesso a chiedermi perché scrivo. Di solito lo faccio e basta, quasi senza pensarci, come un azione inconscia di cui non posso farne a meno.

Continua a leggere “La passione per la scrittura… come nasce?”