Consiglio #4: La chioma di Berenice di Amalia Frontali

Buongiorno lettori!

Eccomi tornata con un consiglio di lettura, come al solito un libro storico, nella mia rubrica Ti consiglio un libro.

Questa volta vorrei parlarvi di una storia che ho scovato in questi giorni e che veniva messa gratis dall’autrice come contributo a questo periodo difficile.

Leggendo la trama, ne sono rimasta affascinata e così ho deciso di scaricarla e ringrazio vivamente l’autrice per aver deciso di metterla a disposizione di tutti gratis per qualche giorno.

Nota: ad oggi, giorno in cui posto la recensione, non è più gratis.

Trama

Il Cairo, 1817

Forte della migliore educazione britannica, a diciott’anni Sarah Bane si sentirebbe pronta per soddisfare la legittima aspirazione di ogni brava ragazza: convolare a nozze con un gentiluomo di forma e di sostanza, passabilmente innamorato e rigorosamente inglese. Si trova invece imbarcata per l’Egitto, dove lo zio diplomatico le ha combinato un matrimonio di convenienza con un avventuriero italiano, carente di ascendenza, fortune e delle più elementari nozioni di buona creanza. Per quanto male assortita sia l’unione, ribellarsi per Miss Bane è inconcepibile. Così, con le peggiori premesse, per la fresca sposa del carismatico Giovanni Belzoni, circense di successo, esploratore dilettante, ingegnere amatoriale e aspirante archeologo, inizia una straordinaria e rocambolesca luna di miele lungo il Nilo…

Recensione

Partiamo dal fatto che l’autrice ha scelto di narrare, in chiave romanzata ovviamente, la vita di due personaggi realmente esistiti: Giovanni Belzoni e sua moglie.

L’autrice precisa fin da subito, inoltre, che ha modificato alcune cose, cambiato alcune date, e colmato con la “licenza poetica” per esigenze di trama.

Questo lo dico per chi magari non ama questo genere di scelte. Io, invece, ho apprezzato moltissimo tutto il lavoro che ha fatto l’autrice.

Proprio il suo studio si legge e si concepisce in ogni riga del suo romanzo e ne dà un’ulteriore prova alla fine della storia, dove è stata così gentile da inserire tutti i libri dal quale ha studiato e tutte le modifiche che ha fatto.

E’ innegabile l’impegno che ha messo e questo si sente.

La scrittura è fluida ma allo stesso tempo molto conforme al periodo storico. Non mi sono mai annoiata e ho letto tutto d’un fiato questo libro dalle 400 e passa pagine.

Ci ho messo un solo giorno a finirlo 😅.

Inoltre si parla di archeologia, in un periodo storico in cui questa scienza era agli albori e i suoi protagonisti erano figure singolari e affascinanti.

Proprio come Belzoni.

Un romanzo d’amore. Un romanzo storico. Un romanzo d’avventura. Questo è La chioma di Berenice. E nessuna di queste tre componenti, a mio avviso, predomina sull’altra. Sono tutte importanti e ben calibrate all’interno della trama.

L’ambientazione è ben curata, nei minimi dettagli, tanto che sembra non solo che l’autrice abbia visitato quei posti bellissimi, ma che abbia anche viaggiato nel tempo per raccontarci com’erano duecento anni fa.

Davvero imperdibile.

Una parola per descrivere il libro: Avventuroso.

Lo consiglio a chi: Ama l’esplorazione e l’archeologia.

Lo rileggerò?: Ho già deciso che quando finirà la reclusione a causa del Coronavirus comprerò il cartaceo😊!

Ho intenzione di comprare anche altri libri dell’autrice?: assolutamente sì.

Spero di avervi incuriositi con questa breve presentazione.

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Chiara.

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De Gustibus ricetta #3: Le Laganae di Orazio

Buongiorno buongustai amanti della storia!

E’ da un po’ che non vi porto una ricetta antica e voglio tornare in grande, con una ricetta che in casa abbiamo apprezzato tutti. Ci siamo leccati i baffi da quanto era buona 😋

Una ricetta composta da pochi e semplici ingredienti, facilmente reperibili, e anche abbastanza facile. Certo, al contrario delle precedenti, ci vuole un po’ più di pazienza e manualità in cucina. Ma chiunque, a mio avviso, può riproporla.

Sto parlando delle Laganae.

Le laganae sono un tipo di pasta, fatta con la farina di farro, simile ai maltagliati, che ci viene presentata e tramandata da Orazio che ne parla perfino nei suoi versi.

Si pensa che il nome delle lasagne derivi proprio da questa tipologia di pasta.

Ricetta

Ingredienti:

  • Farina di farro 180gr.
  • Farina di semola 180 gr.
  • Acqua 1/5 di litro ( 0,2l )
  • Sale 1 presa
  • Ceci 200gr
  • Porri 1
  • Pepe 1 prese
  • Olio 2 cyathi*

*cyathi: Unità di misura usata dai romani. 1 cyathi corrisponde a due cucchiai

Procedimento

1- La sera prima mettiamo ammollo i ceci nell’acqua e il giorno dopo lessiamoli in una buona quantità di acqua (che poi ci servirà in seguito). Saliamoli a fine cottura e scoliamoli conservando l’acqua.

2- Mischiamo le due farine con il sale e aggiungiamo l’acqua tiepida un po’ alla volta.

3- Impastiamo fino a creare una palla consistente, copriamo con un panno umido e lasciamo riposare fuori dal frigo per 30 minuti.

4- Nel frattempo tagliamo a rondelle il porro e cuociamolo in padella con l’olio.

5- Aggiungiamo i ceci.

6- Passati i 30 minuti, stendiamo la pasta con il mattarello e tagliamola in strisce più o meno grandi. Non devono essere precise.

7- Mettiamo a cuocere la pasta nell’acqua dei ceci che abbiamo conservato. Scoliamola quando è ancora un po’ al dente, conservando ancora l’acqua dei ceci.

8- Buttiamo la pasta nella padella insieme al condimento e con un po’ di acqua di cottura e saltiamo fino a quando tutti gli ingredienti si amalgamano bene e la pasta finisce di cuocersi.

9- Serviamo aggiungendo pepe a piacere.

Ed ora non ci resta che mangiarla.

Considerazioni finali

Questo è il piatto della cucina romana, finora provato, che ho adorato di più. Non credevo che potesse piacermi così tanto ma è stato un successo anche in casa. Non è affatto difficile farlo e può piacere a tutti proprio per la semplicità dei suoi ingredienti.

Provare per credere!

Spero che questa ricetta vi sia piaciuta. Se è così, lasciate un commento e condividete con chi potrebbe essere interessato.

Se siete interessati ad ottenere notizie sui miei prossimi articoli e suoi miei lavori, allora iscrivetevi alla newsletter.

Alla prossima,

Chiara.

10 regali perfetti per uno scrittore

Buongiorno, aspiranti scrittori e non!

Due giorni fa abbiamo visto una bellissima lista di regali originali da fare ad un amante della lettura (qui).

Oggi, invece, vediamo dieci regali perfetti da fare ad un amico o parente scrittore.

Perfetti in vista del Natale, che, vi ricordo, sta arrivando (che ansia 😱).

1- Tazza personalizzata

Come per il lettore, la tazza è praticamente uno degli oggetti che identificano uno scrittore.

Quanti di voi, immaginando uno scrittore non lo ha fatto davanti ad una scrivania, di notte, con una tazza fumante di qualcosa accanto? Ammettiamolo, tutti noi lo abbiamo fatto.

Perciò, perché non regalare una bellissima tazza al vostro amico scrittore? Ancora meglio se si tratta di una tazza personalizzata, con scritte simpatiche o frasi dei suoi autori preferiti.

Sempre utile.

2- Taccuino e penna

Nonostante molti di noi usino ormai il computer per scrivere, qualsiasi scrittore non può restare senza taccuino e penna.

Anche lui, come la tazza, è un oggetto che identifica il nostro status di scribacchini, ed è davvero utile.

Da portare sempre con sé e da poter usare ovunque, qualora ci venisse un’idea all’improvviso mentre siamo in giro.

3- Libro su consigli di scrittura

Si sa, non si smette d’imparare. E uno scrittore questo lo sa bene.

Siamo sempre in cerca di consigli per migliorarci, perciò non c’è niente di più adatto che regalarci che un bel libro di consigli di scrittura.

In commercio ce ne sono davvero tanti, il classico per eccellenza in questo settore è “On writing” di Stephen King.

Non solo sarà molto apprezzato, ma farete pure una bella figura davanti al vostro amico/parente scribacchino.

4- Coperta

Lo so cosa state pensando, che sono fissata con le coperte.

Ma come per i lettori, anche gli scrittori hanno bisogno di stare al caldo nelle freddi notti invernali, quando non potranno dormire perché nel pieno della loro vena artistica.

Una coperta forse può sembrare un regalo banale, ma credetemi, non lo è.

Magari la si può rendere più originale come regalo comprandone una con una stampa a tema “libri”, anch’essa con qualche frase di scrittori famosi e amati.

5- Set penne stilografica

Questo lo trovo un regalo raffinato e, lo ammetto, mi piacerebbe averne uno.

Un bel set con una penna in piuma d’oca e inchiostro. In commercio ne esistono davvero tanti, dai più semplici e non molto costosi, a quelli più forniti dal prezzo più elevato.

Credetemi, ogni scrittore vorrebbe abbellire la sua scrivania con un set simile.

6- Tisane, tè e caffè

Torniamo ai regali più pratici.

Tè, tisane e caffè sono sempre ben graditi e accetti. Ci piace scrivere con una bella bevanda calda sempre pronta. E in più ci aiuta a restare svegli e concentrati.

Un’idea carina, come ho anche consigliato per il precedente articolo, sono i narratè. Degli infusi con all’interno storie da leggere nella durata d’infusione, che è più o meno di cinque minuti.

7- Planners

Per gli amanti di carta e penna, potrebbe essere molto utile un planner. Un’agenda per organizzare tutta la struttura del proprio romanzo prima d’iniziare la stesura vera e propria.

Si sa, a noi scrittori piace programmare tutto nei minimi dettagli e, con questa agenda potrebbe diventare molto più facile.

8-Programma per scrittura

Per chi, invece, preferisce uno strumento più tecnologico, ci sono molte app adatte per il computer, ma anche per il cellulare, che aiutano noi lettori a gestire la mole di lavoro.

Potrebbe essere un’idea, quella di regalare uno di questi programmi. In commercio ce ne sono molti.

9- Gadget vari

Come il lettore, anche lo scrittore apprezza i gadget.

Di ogni tipo. Dalla maglietta, ai calzini, dal tappetino del mouse al più banale portachiavi.

Magari raffiguranti uno dei suoi scrittori preferiti, o una frase motivazionale pronunciata da essi.

O, perché no, una citazione dal suo libro. Potreste lusingare il suo ego e farlo felice.

10- I cartonauti ( gioco da tavolo)

Non potevo non concludere la mia lista, come per la precedente, con un gioco da tavolo.

Questa volta vi presento ” I cartonauti”.

Un gioco ideato proprio per chi ama ideare storie. Io l’ho scoperto qualche mese fa e, devo essere sincera, è un regalo che mi piacerebbe ricevere, perché unisce la mia passione per la scrittura a quella per i giochi da tavolo.

Da non perdere.

Questi erano i 10 regali perfetti da regalare ad uno scrittore. Se volete essere originali, se volete donare un regalo davvero apprezzato, qui avete l’imbarazzo della scelta.

Se vi è piaciuto l’articolo lasciate un like o un commento e condividete con i vostri amici, così da raggiungere più persone.

Alla prossima,

Chiara.

P.s.: se volete restare sempre aggiornati sui miei scritti, v’invito ad iscrivervi alla mia newsletter.

10 regali perfetti per un lettore

Buongiorno, amici lettori!

Natale si avvicina, non le sentite le campane a festa?

E con il Natale arriva anche quel momento di ansia e preoccupazione che consiste nel trovare il regalo giusto per i nostri cari.

Lo so, è una vera impresa.

C’è chi inizia mesi prima a cercare, tra negozi vari e store online, valutando nei minimi dettagli il regalo adatto ad ogni persona.

E poi c’è chi invece si riduce all’ultimo, correndo a per di fiato in mezzo ad una folla di ritardatari alla ricerca di qualcosa, qualsiasi cosa si possa incartare.

Non so se fate parte della prima categoria di persone o della seconda ma, in ogni caso, penso che possa esservi utili questa lista di dieci regali da poter fare ad un vero amante della lettura.

1- Segnalibro

Tra i primi regali ovviamente metto il più scontato, ma anche il più utile. Il segnalibro.

Un lettore non ne avrà mai abbastanza, fidatevi, anche se alcuni di noi sono soliti usare qualsiasi cosa per tenere segno, come pezzi di carta, bigliettini, scontrini e molto altro.

In vendita potrete trovarne molti anche artigianali e davvero originari. Come quelli che creo io.

Se siete interessati potrete vederne alcuni proprio qui. Se invece ne volete uno più personalizzato, potete contattarmi via email, chiararossi49@gmail.com

Fate in regalo un segnalibro ad un appassionato di lettura, e vi amerà per sempre.

2- Tazza

Bere una bevanda calda, mentre si sta affrontando un’appassionante lettura, soprattutto nei mesi invernali, è una delle cose più rilassanti che ci siano al mondo.

Meglio ancora se magari tale bevanda calda stia all’interno di una fighissima tazza a tema “libri”, con qualche frase presa da uno dei vostri libri preferiti.

Il regalo perfetto.

3- Coperta

E cosa possiamo accostare ad una bevanda calda nei mesi invernali? Ovviamente una coperta.

Di quelle calde, soffici, magari dai motivi allegri.

Una coperta può sembrare un regalo strano, ma fidatevi, un lettore la userà di sicuro.

4- Lucina per leggere

Per gli amanti della lettura uno dei problemi è il calare delle tenebre.

Al buio è difficile leggere e spesso noi lettori amiamo fare le ore piccole immerse nelle pagine dei nostri libri preferiti.

Per questo una lucina per leggere è il regalo perfetto, sicuramente molto apprezzato.

Io ne ho una, di quelle che si attaccano alla testiera del letto, e non ne posso fare a meno.

5- Book journal

Questo regalo è adatto a tutti quei lettori che amano tenere conto di tutti i libri che leggono.

Spesso si chiedono dove poter tenere un database delle proprie letture in modo elegante.

E la soluzione è un book journal, un’agenda fatta per trascriverci i libri letti, quelli che si vogliono leggere e le proprie impressione su di essi. Per poi portarla sempre con sé.

Un lettore preciso apprezzerà sicuramente.

6- Kit per organizzare la propria libreria

Questo, lo ammetto, è un regola che apprezzerei davvero tanto.

Vi starete chiedendo, cos’è?

Facile, anche lui è un regalo adatto a chi ama tenere tutto in ordine ma questa volta rivolto proprio alle nostre amate librerie.

Un kit bello, elegante e molto utile, che ci permette di affibbiare ai nostri libri targhette e schede, quasi come se fossimo in una biblioteca.

Per avere la nostra libreria sempre ben ordinata. E per tenere traccia dei libri che prestiamo.

Geniale, no?

7- Card in libreria

Potrà sembrare banale, e forse lo è, ma un regalo perfetto per un lettore è proprio un libro.

Vi ho stupiti? Sì, va bene, però dirò una cosa che forse non sarà ovvia a tutti.

Non pensate che siccome avete un amico lettore possiate cavarvela andando in libreria e prendendo il primo libro che trovate.

Il mio consiglio è quello di acquistare invece una card prepagata in una libreria e permettere al vostro amico, o parente che sia, di scegliere lui quale libro comprare.

Molto meglio, fidatevi. Sia perché risparmiate tempo per voi ma anche perché lui sarà più contento.

8- Gadget vari

Un lettore è prima di tutto un fan. Perciò non date per scontato che non posso apprezzare qualche gadget.

Un portachiavi, una collana, una maglietta, qualsiasi cosa che richiami elementi di un suo libro preferito o, perché no, la frase di uno di essi.

Con una ricerca su internet vi stupirete di quanti oggetti a tema letterario potrete trovare, in moltissimi siti.

Dalle calze con le citazioni al calzini con frasi divertenti, dai piumini agli orologi… Dalle collane alle mattine.

Insomma, c’è una vasta scelta. Per tutti i gusti.

Anche io, nel mio piccolo shop, ho qualcosa che può fare al caso vostro, proprio qui. E se volete qualche di personalizzato, contattatemi per email, chiararossi49@gmail.com

9- Tè e portatè

Da abbinare alla tazza, direi che un oggetto che non può mancare in questa lista sia il portatè e il tè in generale.

I lettori ne vanno matti.

Perciò perché non regalare un bel portatè, originale e raffinato?

Un’idea carina, e molto originale, sono i narratè.

Ogni infuso ha con sé una breve storia che può essere letta nel tempo di infusione, intorno ai cinque minuti.

Sono davvero belli da vedere e un’idea molto particolare, promossa da un’azienda italiana.

Cercateli su internet se volete regale qualcosa di unico.

10- Trivial pursuit letterario

Concludo questa lista con un regalo che potrebbe accontentare gli amanti della lettura che sono anche amanti dei giochi.

Perché sì, ragazzi, hanno fatto anche una versione letteraria del famoso gioco a quiz Trivial pursuit.

Che state aspettando? Andate a comprarlo.

Spero che questa lista possa essere utile a tutti quelli che hanno amici e parenti amanti della lettura ma soprattutto a chi è stanco di sentirsi dire “ehi, sempre i soliti regali”.

Volete sbalordire i vostri cari? Eccovi serviti.

Se l’articolo vi è piaciuto lasciate un like, un commento per condividere con me altri possibili regali e, soprattutto, condividete. Così che sempre più persone possano fare il regalo il giusto.

Chiara.

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Consiglio #3: Mors Tua di Danila Comastri Montanari

Buongiorno a tutti e benvenuti nel nuovo articolo della rubrica “Ti consiglio un libro”.

Oggi viaggeremo indietro nel tempo fino alla grande, e amatissima da me, epoca dell’antica Roma.

Precisazione: Mors tua fa parte di una serie di romanzi, Le indagini di Publio Aurelio. Questo è il primo libro.

Io l’ho scoperto per caso in sconto (praticamente quasi lo regalavano🤣 ) nella sezione libri di un supermercato e mi ha incuriosito molto, nonostante io non sia un’amante dei gialli.

Perché sì, lettori miei, stiamo parlando di un giallo ambientato nell’antica Roma.

Trama

Roma, 41 d.C, estate. Il senatore Publio Aurelio Stazio va a fare visita alla cortigiana Corinna e la trova morta, con un pugnale piantato nel petto. Spinto dal suo intuito, Aurelio comincia a informarsi sulla vittima e cerca di conoscere meglio le persone che le ruotavano attorno, ovvero i sospettati: Clelia, la sorella cristiana di Corinna; il senatore Marco Furio Rufo e la sua famiglia; la spregiudicata Lollia Antonina… Ma non fa in tempo a iniziare le indagini che un’accusa di omicidio viene rivolta contro di lui. Per affermare la propria innocenza dichiara che si reciderà pubblicamente le vene durante un banchetto. E così, la sera della festa, mentre tutti i sospettati sono riuniti nella sala, Aurelio si trova a giocare con la propria vita.

Recensione

Decisamente la parte più originale è proprio la storia investigativa. Quanti di voi hanno mai letto di uno Sherlock Holmes in toga?

Davvero geniale, a mio avviso, ed è stato proprio questo che ha attirato la mia attenzione e mi ha convinto a comprarlo, ignorando la mia reticenza per i gialli.

Infatti questo non è proprio il mio genere preferito ma essendo associato ad un epoca che amo molto sono riuscita a finirlo senza annoiarmi.

C’è tutto quello che serve per avere una storia appassionante.

Sfondo storico ben ricostruito, investigatore carismatico in piena sintonia non solo con il periodo in cui vive ma anche con la sua figura di “detective” ante litteram, accompagnato ad un assistente intelligente e scaltro quanto lui.

Davvero una chicca che nessun appassionato dovrebbe perdersi.

Una parola per descrivere il libro: Geniale.

Lo consiglio a chi: Ama il periodo storico e i gialli.

Lo rileggerei: assolutamente sì!

Ho intenzione di comprare anche gli altri: sì, senz’altro!.

Spero di esservi stata utile e di avervi fatto scoprire una serie di libri nuovi.

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Chiara.

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The Masked lady ebook – Finalmente l’ho fatto

Buongiorno aspiranti scrittori!

Non so più neanche da quanto tempo lo dicevo ma, finalmente, l’ho fatto.

Sono approdata anche io nel mondo del self publishing con il mio primo romanzo, The Masked lady.

Per me è un’emozione grandissima essere qui e annunciarvi questo traguardo.

The Masked lady (primo libro della Plaingrass serie) è da oggi online.

Al momento è disponibile in versione ebook in tutti gli store online, tra cui Amazon, Kobo, IBS, Mondadori store e molti altri.

Il cartaceo sarà presto disponibile, perciò restate sempre connessi per aggiornamenti e novità.

Se volete invece acquistare l’ebook da me, cliccate qui.

Chiara.

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Le avvelenatrici di Roma

Buon giorno a tutti, appassionati di true crime!

Iniziamo questa rubrica nuova nuova di zecca con un caso risalente alla mia amata antica Roma.

Sto parlando delle “avvelenatrici di Roma”, considerate tra i primi casi di serial killer nella storia.

Trattandosi di un caso di più di 2300 anni fa, stiamo parlando precisamente del 331 a.C., ovviamente le testimonianze che abbiamo ci sono state tramandate sotto forma di storie e non tutto potrebbe essere vero.

Siamo, come già detto, nel 331 a.C. sotto il consolato di Claudio Valerio e Valerio Potino quando iniziano a morire, misteriosamente, molti uomini a Roma.

Le conoscenze mediche all’epoca erano scarse e perciò fu abbastanza facile nascondere le cause di queste morti, inizialmente imputate ad una qualche epidemia strana.

Probabilmente le donne l’avrebbe fatta franca se non fosse stato, si dice, per una schiava che, in cambio di protezione, rivelò l’intrigo all’allora edile curale (un magistrato), Quinto Fabio Massimo.

La donna rivelò che le misteriose morti non erano affatto imputabili ad un’epidemia, quanto all’operato di matrone che preparavano nelle loro case intrugli velenosi per poi uccidere mariti e amanti.

A seguito di questa segnalazione, il magistrato decise di fare delle ispezioni in numerose case patrizie e si dice che furono addirittura 170 le donne arrestate, dopo che furono trovate sostanze sospette all’interno delle loro dimore.

Sempre secondo la storia, tra di loro vi erano Cornelia e Sergia che, cercando di salvarsi, si difesero obbiettando che le pozioni trovate in casa loro altri non erano che medicine.

Così furono costrette a bere tali medicine, proprio per dimostrare quanto dicevano, e morirono a causa del veleno.

Quest’ultimo fatto, in particolare, pare più una storia inventata e lo stesso storico Tito Livio è portato a non crederci.

Sembrerebbe infatti che molte di loro avessero l’abitudine di assumere piccole quantità dei loro veleni giornalmente per diventarne immuni. Perciò suona strano, anche a noi, che due avvelenatrici siano rimaste vittime del loro stesso veleno.

Un’usanza, quella di assumere veleno in piccole quantità, che molte poi adotteranno anche in futuro.

Nota curiosa: Il veleno è da sempre associato, come modus operandi, alle serial killer donne che lo prediligono spesso a molti altri metodi. Questo sia nel passato che nell’epoca contemporanea. Ciò denota, secondo gli psicologi, anche un desiderio di distaccarsi dalla vittima, al contrario dei serial killer uomini che, il più delle volte, prediligono modi che gli permettano di avere contatto fisico con la vittima.

E questo è tutto ciò che sappiamo riguardo questa storia.

Spero che abbiate trovato l’articolo interessante e che continuerete a viaggiare insieme a me tra le epoche, alla ricerca di serial killer.

Se vi è piaciuto lasciate un like, un commento o magari condividete con chi pensate che possa apprezzare.

Chiara.

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Real historical crimes: Serial killer nella storia

Con questa nuova rubrica voglio unire la mia ormai conclamata passione per la storia con un’altra mia passione, un po’ più strana.

Ovvero quella per il real crime e i serial killer.

Non chiedetemi perché sono così interessata a tali atti così ignobili, non lo so neanche io. Forse perché in fondo ciò che ci incuriosisce di più è proprio la psicologia di tali personaggi.

Cosa spinge una persona ad ucciderne un’altra? E poi un’altra? Senza il minimo rimorso?

In questa rubrica parleremo di ciò, affrontando i casi più antichi della storia, quando ancora non esisteva neanche la dicitura “serial killer”.

Insomma, i predecessori del true crime.

Prima d’inoltrarci in questo interessante, e inquietante catalogo di criminali, vorrei dare qualche nozione semplice. Forse già sapete il significato di tali parole ma, repetita iuvat.

Serial killer: espressione che ha iniziato ad essere usata dagli anni sessanta del novecento, in italiano possiamo tradurla con “assassino seriale”. Pluriomicida con tendenze compulsive che, appunto, uccide più persone spesso estranee con un modus operandi.

Modus operandi: locuzione latina che potremmo tradurre con “modo di operare”, che generalmente viene usato in molti contesti per indicare appunto modalità operative in ambito lavorativo. In questo contesto verrà usata per indicare i tratti caratteristici dell’operato dei serial killer.

Psicopatia e sociopatia: Entrambi disturbi antisociali di personalità, caratterizzati da elementi in comune come: Mancanza di senso di colpa, nessun rispetto per le regole e la legge e quindi predisposizione ad infrangerla, mancanza di empatia, aggressività e impulsività. Ma qual è la differenza tra uno psicopatico e un sociopatico? Diciamo che la differenza non è ancora ben definitiva ma gli esperti propendo per identificare uno psicopatico come un individuo mentalmente malato dalla nascita, mentre il sociopatico lo diventa a causa di interferenze esterne che possono essere ambientali, familiari o traumi.

Bene, ora che abbiamo chiarito alcuni punti, siete pronti a iniziare questo nuovo viaggio?

Lunedì ci sarà il primo articolo, curiosi di scoprire di che parlerà?

Non vi resta che aspettare, nel frattempo potete sempre dare un’occhiata alle mie altre rubriche, se ancora non lo avete fatto.

Chiara.

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La creatività sviluppata in più forme- MissHobby e il mio negozio di bigiotteria

Buongiorno a tutti!

L’articolo di seguito fa parte della rubrica “Roba da scrittori” anche se di scrittura a poco a che fare.

O meglio, direttamente a poco a che fare ma di traverso invece è concerne.

Infatti parlerò di creatività.

Io ho sempre sviluppato la mia creatività tramite appunto la scrittura. Non essendo particolarmente incline al disegno (per dirla in parole povere sono una schiappa) mi sono rivolta a qualcosa che fosse più nelle mie corde.

Non ho doti artistiche particolari ma sono sempre stata interessata a tutto questo mondo di creatività.

Tanto che ho anche iniziato a usare programmi di grafica per realizzare le copertine dei miei libri da sola.

Tutti sappiamo che spesso chi è creativo sfoga tutto il suo estro in più campi.

Ed è per questo che un anno fa mi sono avvicinata ad un particolare mondo creativo: quello dei gioielli fatti a mano.

Ho iniziato con in materiale che non tutti forse conosceranno e che molti non avranno mai associato alla creazione di gioielli: ovvero la resina.

Il fatto di poter creare oggetti da zero, con l’uso di stampi adatti e con la resina, mi ha incuriosito e ho iniziato questo percorso che, naturalmente, è diventato sempre più complesso e si è ramificato iniziando ad usare anche altri materiali.

Per questo poi sono passata a sperimentare anche la tecnica wire.

Nelle ultime settimane poi, sto iniziando a managgiare anche paste modellabili (forme semplici per iniziare) e tutto il meraviglioso mondo dello scrapbooking (anche se ancora non tutti i materiali per farlo) .

Perciò, dopo aver provato e sperimentato, ho deciso di aprire un negozio handmade.

Già pubblicavo su una pagina facebook e un profilo Instagram (diverse da quelle dedicate alla scrittura) ma ora ho fatto un passo avanti e mi sono affidata ad una piattaforma che appunto funge da intermediario per la vendita.

Il sito si chiama MissHobby e se vi va di fare un giro sul mio profilo e vedere se c’è qualcosa che vi piace, vi lascio qui i link di riferimento qui.

Il mio negozietto si chiama “Chiara Rossi Craft”, spero possiate trovare qualcosa d’interessante.

Alcuni dei miei prodotti, quelli più inerenti alla scrittura e alla lettura (come i segnalibri), li ho anche inseriti qui nel mio sito, in una pagina tutta dedicata a loro.

Vi basta visitare la pagina shop e dare un’occhiata. Si può comprare anche dalla pagina, tramite paypal. Al contrario del negozio MissHobby, qui i prezzi sono già compresi di spese di spedizione.

Chiara.

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Come è nata la mia storia, The masked lady

Buongiorno scrittori e lettori!

Oggi per la rubrica “roba da scrittori“, vorrei parlarvi del mio progetto personale, il mio primo vero libro e quindi il mio primo bambino.

Ho già parlato altre volte di “The masked lady“, ma qui volevo raccontarvi come è nata questa storia. Da cosa ho preso ispirazione, quali erano le idee iniziali e quante di esse le ho portate a termine.

Tutto è iniziato quasi quattro anni fa, quando giravo su internet senza meta, osservando foto su un sito artistico abbastanza famoso: Deviantart.

Non cercavo nulla di preciso, volevo solo sfogliare le gallerie degli utenti in cerca di qualche foto o di qualche disegno, giusto per provare un po’ d’invidia a causa della bravura di molti di essi.

E mi sono imbattuta in una foto che per molti potrebbe dire poco o niente, ma che a me folgorò letteralmente.

La foto di una giovane dai lunghi capelli neri, che sembravano quasi una parrucca, con indosso una maschera dello stesso colore, che guardava l’obiettivo con un po’ di sfida e dolcezza allo stesso tempo.

Come già detto prima, questa immagine mi folgorò perché mi bastò solo osservarla per avere in mente, in pochi istanti, una trama base di una storia.

Non persi tempo, la scrissi immediatamente su un foglio word perché l’ispirazione non si sa mai quando arriva e neanche quando se ne va.

E poi preparai una copertina con quella stessa immagine, nonostante all’epoca non fossi proprio brava con la grafica.

Poi ho dovuto cambiarla, per problemi di copyright, ma questa è un’altra storia.

Quello su cui mi voglio focalizzare oggi è proprio l’idea in sé.

Naturalmente la trama che ne uscì fuori fu davvero abbozzata. Poche righe sintetizzate, giusto per avere un’idea iniziale.

Ma fu l’inizio di tutto.

Perché poi da lì uscì fuori la storia che è oggi, The masked lady.

L’idea che c’era alla base era così ispirata, e poco studiata, che inizialmente neanche io sapevo bene dove inquadrarla.

Infatti mi era ben chiaro di voler dare atmosfere un po’ antiquate, per così dire, alla storia ma non volevo ancora legarmi del tutto ad un periodo storico preciso, per poter essere libera di inventare e di aggiungere qualsiasi cosa mi venisse in mente.

Pensai perfino di farla diventare uno steampunk, ma il genere comunque non veniva ancora incontro ai desideri che avevo all’epoca.

Per esempio, volevo inserire all’interno della trama una famiglia reale, ma non volevo che fossero personaggi storici realmente esistiti, per non essere costretta a “sottostare” agli avvenimenti storici.

E così ho iniziato a scrivere senza pensare troppo al genere, ho scritto e basta.

E più scrivevo, più pubblicavo su wattpad e ricevevo feedback, più la storia prendeva forma quasi da sola… come se avesse già deciso che strada intraprendere.

Decisi di non legare la trama ad un periodo storico preciso, ne tanto meno ad un’area geografia… Così inventai una specie di mondo, se pur non descritto nei minimi dettagli, con i propri regni e le proprie dinastie (Plaingrass resta comunque un luogo inventato da me e questo non è cambiato), ma lasciando comunque un’atmosfera che si avvicinava di molto all’epoca vittoriana.

Tanto che i lettori su wattpad l’hanno trattata come un romanzo storico anche se non lo era.

Ovviamente adesso le cose sono un po’ cambiate e io ho adattato la trama e i personaggi completamente all’epoca scelta, in vista della pubblicazione cartacea, ma era giusto precisare che The masked lady non è nata proprio così.

Scommetto che è successo alla maggior parte degli scrittori, d’iniziare con un’idea che pian piano prende il sopravvento e si sposta, ormai come se fosse un essere vivente. Fino a prendere la forma che, probabilmente, avrebbe sempre dovuto avere fin dall’inizio.

Questo era il destino di The masked lady.

Spero che questo breve articolo molto personale vi sia piaciuto e se avete storie sull’ispirazione, come quella che vi ho appena raccontato, non esitate a scriverle nei commenti.

Chiara.

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