Consiglio #1: Infine, tu di Lisa Kleypas

Qualche anno fa una mia lettrice su wattpad mi scrisse, affermando che il mio stile fosse simile a quello di Lisa Kleypas.

All’epoca ammisi la mia ignoranza, dicendole appunto che non conoscevo questa scrittrice.

A onor del vero, quando ho iniziato a scrivere storici non avevo una grande esperienza in fatto di romanzi di questo genere, in quanto mi ero sempre focalizzata di più sulla ricerca scientifica.

Mancanza a cui sto riparando con il tempo.

Comunque, tornando a noi, questa affermazione mi diede lo spunto per leggere qualcosa scritto da questa autrice. Anche se ho iniziato da poco a scoprila.

E così ho letto Infine, tu.

Secondo libro di una saga, composta però da autoconclusivi, mi ha attirato subito per la trama.

Trama

Inghilterra, anni Venti dell’Ottocento. Impulsiva e bellissima, sempre disposta a infrangere le regole pur di dimostrare la propria indipendenza, Lily Lawson si diverte a scandalizzare la buona società londinese. E per salvare la sorella dall’indesiderato matrimonio con l’arrogante lord Alex, conte di Raiford, non esita a trattare il futuro cognato in maniera sfacciata e oltraggiosa. Ma la reazione dell’uomo non è quella che Lily si aspetta. Deciso a far pagare alla ragazza l’audace intromissione, Alex si comporta da quell’abile giocatore che è sempre stato: con modi gentili e soprattutto con il tocco più sensuale che sa usare riesce a legarla a sé anima e corpo. Senza immaginare che sarà poi lei a rubargli il cuore…

Recensione

La storia l’ho letta in poco tempo, in due serate per l’esattezza. Leggera e molto fluida, i riferimenti storici sono presenti in ogni pagina ma non appesantiscono affatto la narrazione, cosa che non spesso è scontata.

È una storia d’amore e perciò fulcro centrale sono i due protagonisti e i loro sentimenti. Tutto il resto è di contorno.

Ciò significa che se state cercando un romance storico, siete nel posto giusto. Se cercate qualcosa di diverso, allora non compratelo.

Io mi aspettavo naturalmente di essere davanti ad un libro che prettamente parlava di amore e l’ho comprato proprio per questo.

Anche se, devo essere sincera, verso la seconda metà del libro le scene “erotiche” aumentano fino a stancare un po’. O almeno questa è la mia impressione. E, allo stesso tempo, si ha quasi la sensazione che la trama acceleri repentinamente.

Infatti ho apprezzato molto di più la prima parte, più lenta e incentrata sull’incontro dei protagonisti e il loro conoscersi.

È comunque una storia che ti fa immedesimare molto nei personaggi e che è stata in grado di incuriosirmi, pagina dopo pagina, e invogliarmi ad andare avanti.

Una parola per descrivere questa storia: Piacevole.

Se potessi la rileggerei? : Probabilmente no, perché le emozioni che ho provato e che mi ha regalato sono sufficienti e credo che una sola lettura basti, in quando non penso che una seconda, o anche un terza lettura, possa darmi qualcosa in più.

Comprerò e leggerò altro di questa autrice?: Ne ho già acquistati altri due😊.

La consiglio a chi: Ama questo periodo storico e le storie d’amore di altri tempi.

Spero di esservi stata utile. A presto con la prossima recensione/consiglio.

Se l’avete trovata utile, fatemelo sapere commentando e, perché no, condividendo.

Chiara.

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Ti consiglio un libro (rubrica)

Condividere con gli altri è un passaggio fondamentale per un lettore.

Quante volte avete scelto di comprare un libro perché vi è stato consigliato da un amico/conoscente/famigliare?

Quante volte avete letto una recensione, su Amazon o su un blog, che vi ha spinto a prendere un libro in particolare?

In questa immensa vastità di pubblicazioni, ciò che dice la gente a volte può fare la differenza.

Perciò ho deciso di condividere sul blog alcune delle letture che mi sono piaciute e mi hanno appassionato.

Non sono una critica letteraria e perciò non pretendo di poter riuscire a fare recensioni accurate e precise. Ma sono una lettrice e come tale, nel mio piccolo, posso dirvi ciò che mi ha emozionato.

Le mie quindi non saranno delle vere e proprie recensioni, ma piuttosto dei consigli. E mi focalizzerò principalmente sul genere “storico”.

Principalmente saranno romanzi, ma potrei anche inserire qualche libro di saggistica e approfondimento.

E se avete qualcosa da consigliarmi, fate pure… Sono sempre aperta a nuove letture.

Chiara

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De gustibus ricetta #1: Tiropatinam, il budino degli antichi romani

Come prima ricetta per questa rubrica ho scelto qualcosa che sia allo stesso tempo abbastanza facile e senza troppi ingredienti o di difficile reperibilità.

Anche io, come voi, sono alle prime armi con questo tipo di ricette, per questo meglio iniziare piano.

La ricetta ci viene tramandata da Apicio, un cuoco e scrittore romano, vissuto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Grazie alla sua opera, il “De re Coquinaria”, ci sono giunte a noi la maggioranza delle ricette dell’antica Roma.

Come quella della Tiropatina, un budino a base di latte e uova che proveremo a fare oggi.

Gli ingredienti sono pochi, semplici e che tutti noi sicuramente abbiamo sempre in cucina. Latte, uova, miele e pepe.

Le uova sono un ottimo addensante e proprio per questo non vi è bisogno dell’uso di farina o di amido di mais. Non essendoci ancora lo zucchero, in epoca romana, il dolcificante per eccellenza è il miele, molto usato dai nostri antenati. Così come il pepe, una spezie che, pare, essere molto amata da Apicio.

Vi riporto qui di seguito prima il procedimento originario, con traduzione annessa, e in seguito il procedimento che ho seguito.

Ricetta originale

Accipies lac, adversus quod patinam aestimabis, temperabis lac cum melle quasi ad lactantia, ova quinque ad sextarium mittis, si ad eminam, ova tria.In lacte dissolvis ita ut unum corpus facies, in cumana colas et igne lento coques.Cum duxerit ad se, piper aspargis et inferes.

Traduzione

Prenderai tanto latte quanto entrerà nel tegame, scioglierai latte con il miele quasi per farne un dolce al latte, metti 5 uova per un sestiario di latte (542 ml) o 3 per un’emina di latte (271 ml). Sciogli nel latte in modo da fare un corpo unico, cola in una Cumana (terrina bassa con coperchio) e cuoci a fuoco lento. Quando sarà rappresa cospargi di pepe e servirai.

Ricetta interpretata (nel dettaglio)

Ingredienti (per tre persone):

  • 3 uova
  • 300 gr. di latte intero
  • 3 cucchiai di miele
  • pepe nero macinato q.b.

Procedimento

Preriscaldiamo il forno a 150°.

1- In un pentolino riscaldiamo il latte con il miele, fino a farlo sciogliere.

2- Sbattiamo le uova con un frusta, delicatamente.

3- Uniamo alle uova il latte con il miele e mischiamo delicatamente.

4- Mettiamo il composto, dopo averlo filtrato, all’interno di uno stampo o di pirottini.

5- Inseriamo i pirottini, o lo stampo, in una pirofila più grande con all’interno dell’acqua calda fino a coprire metà dell’altezza dei pirottini.

6- Inforniamo il tutto e lasciamo cuocere per 1 ora/ 1 ora e mezza (fino a quando si addensa e, inserendo una lama di coltella, ne uscirà pulita).

Mi raccomando, la temperatura del forno non deve mai superare i 160° perché il budino deve cuocere ed addensarsi lentamente, e l’acqua non deve bollire.

Una volta pronti tiriamoli fuori, lasciamoli freddare e mettiamoli in frigorifero per almeno 4 ore.

Aiutandoci con un coltello, stacchiamoli dai pirottini e capovolgiamoli su un piatto. Poi condiamo con una spruzzata di pepe macinato e/o a piacere.

Io ho deciso di condirli con pepe, miele e alcune more fresche che avevo in giardino.

I budini così sono pronti per essere mangiati e apprezzati da tutti poiché hanno una consistenza e un sapore molto simile a quello dei budini moderni.

Considerazioni personali

  • Io in casa avevo solo dei pirottini in silicone molto flessibili con i quali non mi sono travata un granché bene soprattutto alla fine, quando ho dovuto sformare il budino. Infatti ho notato che un po’ di esso rimanere sempre attaccato ai pirottini, in fondo, e credo che sarei riuscita ad ottenere un risultato migliore e più preciso usando pirottini e forme più rigide.
  • Non fatevi spaventare dall’uso del pepe in una ricetta dolce come questa. Io, non sapendo se il contrasto mi sarebbe piaciuto, ho deciso di macinarci sopra poco pepe e di aggiungere anche un cucchiaino di miele come topping e sono rimasta positivamente sorpresa per quanto mi sia piaciuto il contrasto pepe/miele che si è creato. Provare per credere (perfino mio padre ne è andato pazzo).

Posso ritenermi pienamente soddisfatta per questa prima ricetta, tanto che ora non vedo l’ora di provare qualcos’altro.

Fatemi sapere se anche voi avete deciso di cimentarvi in questa ricetta e come è andata.

Chiara.

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De gustibus: a cena con gli antichi romani (Nuova rubrica)

Stare in cucina mi è sempre piaciuto, mi rilassa e mi diverte, ma, nonostante sia una fan della storia, e della storia romana nel dettaglio, non ho mai preso il coraggio di affrontare le ricette originali di quest’epoca così bella e affascinante.

Almeno fino ad ora.

Erano mesi che mi dicevo di voler iniziare a provare, ma un po’ per mancanza di tempo e un po’ anche, ahime, a causa di mancanza di volontà, ancora non lo avevo fatto.

Poi mi sono ricordata che ho un blog e che sarebbe stato divertente condividere qui queste esperienze.

Così nasce la rubrica “De gustibus: a cena con gli antichi romani”.

Ogni volta che proverò qualche pietanza, pubblicherò un articolo con ricetta e procedimento, così se vorrete potrete rifarla anche a casa.

Gli antichi romani non erano solito scrivere le ricette come noi, con gli ingredienti, ma si focalizzavano solo sul procedimento. Perciò mi atterrò spesso alle rivisitazioni o interpretazioni di tali ricette originali, segnalandovi comunque quella originale.

Spero che l’idea vi piaccia e… iniziamo subito con la prima ricetta.

Buon appetito,

Chiara

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